Revit singolo o AEC Collection? Il conto che Autodesk non fa
Apri soltanto Revit? Allora la AEC Collection non ti conviene: sono € 707 in più all’anno per programmi che non tocchi. Ti serve anche AutoCAD? Con i listini di Autodesk la collection vince già lì. Con i nostri prezzi il punto di ribaltamento si sposta al terzo programma. Conta quello che apri, non quello che è incluso.
Il conto lo fa Autodesk stessa. Sulla pagina della Architecture, Engineering & Construction Collection c’è una tabella in cui tre abbonamenti singoli arrivano a € 6.151 all’anno contro € 3.892 della collection, con sotto la riga «Risparmia € 2.259/anno». Il numero è giusto. Solo che risponde a una domanda diversa da quella che ti stai facendo tu, che hai bisogno di Revit e vuoi capire se accanto devi comprare altro.
Gli importi di Autodesk che leggi qui sotto vengono dalla pagina italiana della collection, controllata l’8 agosto 2026; i nostri sono quelli del negozio nella stessa data.
Che cosa c’è dentro quel «risparmia € 2.259»
La tabella di confronto ha tre righe. Due le riconosci subito, la terza è quella che fa il lavoro pesante.
| Prodotto | Prezzo del prodotto singolo, all’anno |
|---|---|
| AutoCAD | € 2.221 |
| Revit | € 3.185 |
| Forma Site Design | € 745 |
| Totale singoli | € 6.151 |
| AEC Collection | € 3.892 |
Forma Site Design pesa € 745 all’anno. È un prodotto della linea di analisi e simulazione del sito, utile in fase concettuale, quando si studiano orientamento, ombre e vincoli dell’area. Nessuno dice che sia inutile. Dico che un progettista che consegna esecutivi o uno strutturista che verifica sezioni non lo apre tutti i giorni, e che è proprio quella riga a gonfiare la differenza nella tabella.
Togli quella riga e resta il paio di programmi che in studio si aprono davvero: € 2.221 di AutoCAD più € 3.185 di Revit fanno € 5.406, contro € 3.892 della collection. Il vantaggio scende da € 2.259 a € 1.514 all’anno.
La collection continua a vincere, e vince di parecchio. Ma un terzo di quel vantaggio è costruito su un prodotto scelto da chi vende, non da chi compra. Non è un imbroglio, è una vendita fatta bene. Va solo letta con calma prima di firmare.
Se apri solo Revit, la collection perde sempre
Quando un programma basta, il discorso finisce in fretta. Revit singolo costa € 3.185 all’anno da Autodesk, la collection € 3.892: paghi € 707 all’anno in più per un elenco di cui usi una voce. Non esiste un numero di funzioni incluse che renda quella differenza conveniente, perché le funzioni che non apri costano esattamente quanto quelle che apri. Se vuoi vedere come è composto quel prezzo, l’abbiamo smontato in quanto costa davvero un abbonamento Revit.
Se invece il dubbio è ancora a monte, cioè se ti serva Revit o se AutoCAD basti per quello che consegni, quella è un’altra domanda e ha un’altra risposta: la trovi in la differenza fra AutoCAD e Revit. Deciderla prima ti evita di comprare la collection per sicurezza.
Gli stessi conti con i prezzi di Licono
Da noi ogni titolo Autodesk singolo costa € 69,95 per un anno: AutoCAD, Revit, Inventor, Civil 3D, Fusion, Maya e 3ds Max stanno tutti su quella cifra. Il pacchetto si chiama Alle Apps e costa € 139,95 per un anno. Una precisazione onesta prima dei numeri: il nostro pacchetto non è la AEC Collection di Autodesk, è la variante più ampia con tutte le app, dove oltre ai titoli per l’edilizia trovi anche Inventor, Maya e Fusion. Per questo conto la cosa gioca a favore del pacchetto, non contro.
| Che cosa apre un utente | Titoli singoli | Alle Apps | Differenza |
|---|---|---|---|
| Solo Revit | € 69,95 | € 139,95 | il singolo costa € 70,00 in meno |
| Revit e AutoCAD | € 139,90 | € 139,95 | pareggio, € 0,05 |
| Revit, AutoCAD e Civil 3D | € 209,85 | € 139,95 | il pacchetto costa € 69,90 in meno |
| Quattro programmi | € 279,80 | € 139,95 | il pacchetto costa € 139,85 in meno |
La seconda riga non è una figura retorica. Revit e AutoCAD presi singolarmente fanno € 139,90, il pacchetto costa € 139,95. Cinque centesimi. A due programmi, da noi, il prezzo smette di decidere e puoi scegliere quello che ti semplifica la gestione: una licenza sola da rinnovare, oppure due voci separate che puoi spegnere una alla volta. Sul listino di Autodesk una situazione così non esiste, perché lì la distanza fra due singoli e la collection resta di più di mille euro.
Se ti stai chiedendo come faccia lo stesso software a costare due cifre così diverse, la risposta sta nel mercato del riuso e in una sentenza europea che lo rende legale; l’abbiamo raccontata in software di seconda mano e la sentenza della Corte di giustizia europea.
Su tre anni il punto di ribaltamento si sposta indietro
Le durate triennali non salgono tutte con lo stesso passo, e questo cambia il quadro. AutoCAD per tre anni costa € 129,95, gli altri titoli singoli € 139,95, il pacchetto Alle Apps € 239,95.
| Che cosa apre un utente | Titoli singoli, 3 anni | Alle Apps, 3 anni | Differenza |
|---|---|---|---|
| Solo Revit | € 139,95 | € 239,95 | il singolo costa € 100,00 in meno |
| Revit e AutoCAD | € 269,90 | € 239,95 | il pacchetto costa € 29,95 in meno |
| Revit, AutoCAD e Civil 3D | € 409,85 | € 239,95 | il pacchetto costa € 169,90 in meno |
Su tre anni il pacchetto vince già a due programmi, mentre sull’anno singolo lì era pareggio. La regola pratica quindi non è una sola, sono due: chi sa che nei prossimi anni gli serviranno sia Revit sia AutoCAD prende il triennale e chiude la questione; chi non lo sa prende l’anno e decide di nuovo fra dodici mesi, perché cambiare idea a quel punto non gli costa niente. La durata è la variabile che nessuno guarda e che invece sposta il risultato più del numero di programmi.
Dieci postazioni, e il conto cambia faccia
Tutto quello che hai letto finora vale per una persona sola. Autodesk lo scrive senza giri di parole nella barra d’acquisto: l’importo è «per 1 utente». Non per computer, non per postazione, non per studio. In uno studio la decisione vera non è quale prodotto sia migliore, ma se dare a tutti la stessa cosa oppure guardare persona per persona che cosa apre.
Prendiamo dieci persone. Tre modellano in Revit e disegnano anche in AutoCAD. Le altre sette aprono soltanto AutoCAD, tutti i giorni, per tutto il giorno. Tre modi di comprare, calcolati su entrambi i listini.
| Come compri per dieci utenti | Con i listini Autodesk | Con i prezzi Licono |
|---|---|---|
| La collection (da noi il pacchetto) a tutti e dieci | € 38.920 | € 1.399,50 |
| Misto: collection ai tre, AutoCAD agli altri sette | € 27.223 | € 909,50 |
| Tutto singolo: tre volte Revit più AutoCAD, sette volte AutoCAD | € 31.765 | € 909,35 |
Sul listino di Autodesk dare la collection a tutti costa € 11.697 all’anno più della soluzione mista. Sono quasi tre collection intere consegnate a persone che non le aprono. Nessuno studio che rifà questo conto una volta continua a comprare nel primo modo, e chi lo fa di solito non ha mai messo le tre righe una sotto l’altra.
Con i nostri prezzi la stessa scelta costa € 490,15 all’anno in più. In percentuale la maggiorazione è persino superiore a quella di Autodesk. In euro è un’altra storia, e proprio per questo il consiglio cambia insieme al listino. Con i listini di Autodesk passare un pomeriggio a capire chi apre cosa è lavoro obbligatorio, perché quel pomeriggio vale undicimila euro. Con i nostri prezzi quei € 490 comprano qualcosa di diverso: la tranquillità che nessuno debba più chiedere il permesso di aprire un file. Il nuovo collaboratore, il tirocinante, la persona che una volta a trimestre deve guardare un file di Inventor. È già risolto.
Una cosa che si nota quasi sempre guardando questi elenchi: le licenze di uno studio raccontano la storia delle assunzioni, non quella dei progetti. Chi è entrato nel 2019 ha ancora addosso quello che gli serviva nel 2019, e il rinnovo automatico ha fatto il resto per sei anni.
Perché in Italia la domanda è diventata concreta
Negli appalti pubblici si chiedono sempre più spesso modelli informativi digitali, e non è più una faccenda da grandi opere soltanto. Il 23 febbraio 2026 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha pubblicato le Linee Guida per la gestione informativa digitale per le stazioni appaltanti e gli enti concedenti, presentandole come il passaggio che rende pienamente operativa la digitalizzazione dei lavori pubblici (mit.gov.it, controllato l’8 agosto 2026).
Questo sposta la conversazione dentro gli studi. Quando un capitolato parla di modelli e di coordinamento, la reazione istintiva è comprare tutto, perché nessuno vuole scoprire a metà gara che manca un programma. È una reazione comprensibile e quasi sempre cara. Un capitolato chiede consegne, cioè contenuti, formati e responsabilità: non chiede che dieci persone abbiano lo stesso abbonamento.
La domanda utile è più stretta e si risponde in mezz’ora: chi, nello studio, produce il modello e chi lo coordina. Di solito il coordinamento sta in mano a una o due persone. Sono quelle che hanno bisogno di più di un programma, e sono quelle per cui la collection si giustifica. Per gli altri la richiesta della stazione appaltante non cambia nulla di quello che aprono la mattina. Se stai partendo da zero e non sai ancora quali titoli entrano nel tuo flusso, conviene prima leggere quale software Autodesk serve al tuo lavoro e solo dopo guardare i prezzi.
Quando la collection non va presa
- Apri un programma solo e pensi che forse più avanti te ne serviranno altri. Con una licenza annuale aspettare non ti costa niente. Compri il pacchetto l’anno prossimo, nel momento in cui il secondo programma esiste davvero e non solo nelle intenzioni.
- La stai comprando per qualcun altro. Il collega che apre solo AutoCAD non ha bisogno della collection nemmeno se ce l’hanno tutti gli altri. L’uniformità è una comodità amministrativa, non un argomento tecnico.
- Ti serve per un progetto solo. Guarda prima la durata. Un anno usato a metà costa più di tre anni usati fino in fondo, e vale anche il contrario: un triennale su un flusso di lavoro che stai per cambiare è denaro fermo.
- La stai scambiando per un software di collaborazione. La condivisione dei modelli fra studi diversi passa da prodotti che Autodesk vende a parte, quindi la collection non è un sostituto. Se il problema è quello, individua prima il prodotto giusto e poi decidi sul resto.
La licenza sta addosso a una persona, non alla sedia
Questo è il punto che in Italia costa più soldi di tutti gli altri messi insieme, perché tanti studi lavorano con collaboratori esterni che entrano per una gara ed escono a consegna fatta. Autodesk conta per utente. Due persone che si alternano sullo stesso computer hanno bisogno di due licenze; una persona che lavora su un portatile e su un fisso ne ha una sola. La postazione non c’entra niente, e nemmeno il numero di scrivanie.
La conseguenza pratica è che il conto va fatto sulle teste che aprono il programma nello stesso periodo, non sulle sedie. Se un collaboratore arriva per tre mesi, la licenza che gli dai è una licenza in più, non una licenza che gira libera per lo studio. E quando il progetto finisce, quel posto non si libera da solo: finché resta intestato a chi non c’è più, lo stai pagando per una sedia vuota.
Il rimedio è banale e quasi nessuno lo applica: aprire l’elenco degli utenti una settimana prima del rinnovo, non una settimana dopo. Dopo hai già pagato, e il momento buono per accorgersi che due licenze sono intestate a persone che hanno cambiato studio l’anno scorso è prima che parta l’addebito.
Che cosa c’è davvero nella AEC Collection
Nel suo elenco dei software compresi per gli architetti Autodesk indica nove prodotti: Revit, AutoCAD, Autodesk Forma, Forma Data Management, Navisworks Manage, Insight, 3ds Max, ReCap Pro e Autodesk Rendering. Sulla stessa pagina, però, se cambi disciplina cambia anche la selezione: nell’ingegneria civile compaiono Civil 3D e InfraWorks, nelle strutture Robot Structural Analysis Professional e Advance Steel, negli impianti Fabrication CADmep. Controllato l’8 agosto 2026.
Non è quindi una scatola fissa con nove cose dentro, è un insieme da cui ogni disciplina pesca la sua manciata. Ed è esattamente per questo che la domanda «userò abbastanza di questa collection» è difficile da risolvere prima di averla comprata, mentre la domanda «quanti programmi apro adesso» ha una risposta che puoi scrivere su un foglio in dieci minuti. Fra le due misure, la seconda è più povera e molto più affidabile.
AutoCAD è compreso nella AEC Collection?
Sì. Autodesk lo mette nel proprio confronto di prezzo sulla pagina della collection e lo elenca fra i software compresi per gli architetti. Tenere un abbonamento AutoCAD separato accanto alla collection significa pagare due volte la stessa cosa, ed è un doppione che si trova spesso quando la collection è arrivata dopo, sopra abbonamenti già attivi.
Autodesk conta per utente o per postazione?
Per utente. Nella barra d’acquisto l’importo è scritto come «€ 3.892/anno per 1 utente», con il pagamento annuale. Nella pratica vuol dire che il turno serale sul computer del collega non è gratis e che il tuo portatile di casa invece non aggiunge niente al conto.
Si può passare da una licenza singola alla collection?
Da noi la risposta è semplice: una licenza dura un anno o tre anni e alla scadenza scegli di nuovo, quindi passare al pacchetto vuol dire ordinare un’altra cosa. Sul lato Autodesk chiedi prima al tuo canale che cosa succede al periodo già pagato, perché dipende da dove ti trovi nella durata. È la domanda da fare prima di disdire qualcosa, non dopo.
Rifai il conto in cinque minuti
Non serve un foglio di calcolo, serve un elenco onesto. Si fa così.
- Scrivi, persona per persona, quali programmi Autodesk ha aperto negli ultimi tre mesi. Non quelli installati sul computer, non quelli che pensa di usare l’anno prossimo.
- Conta i titoli di ciascuno. Uno o due: licenze singole. Tre o più: pacchetto.
- Segna chi sta esattamente a due. È l’unica persona per cui decide la durata, perché su tre anni il pacchetto conviene già lì mentre su un anno è pareggio.
- Somma le due colonne e mettile accanto all’ipotesi «il pacchetto a tutti». Se la differenza è di poche centinaia di euro, prendi il pacchetto e togliti il pensiero; se è di migliaia, hai appena guadagnato la giornata.
Il passaggio che salta chiunque è il primo, ed è quello dove stanno i soldi. Un caso limite per finire, perché capita più spesso di quanto sembri: lo studio che compra la collection a tutti perché una volta un committente ha chiesto un file di coordinamento. Quella richiesta si risolve con una persona che apre quel programma, non con dieci abbonamenti identici. Se ti succede di nuovo, guarda chi in studio quel file lo ha aperto davvero: quasi sempre è la stessa persona, ed è l’unica per cui vale la pena spendere di più.
Poi segnati la data del rinnovo e rifai questo giro una settimana prima. L’elenco di chi apre cosa cambia molto più in fretta del contratto.
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